2 febbraio 2014

L'Anti-Mutantropo Involontario, ovvero il Mostro dell'Ipocrita


Cari amici, proseguendo dalle conclusioni del precedente post, vorremmo ora metterne a fuoco una delle conseguenze più impressionanti. Per farlo faremo l'esempio di una persona che nemmeno se fosse un guitto o un saltimbanco, cosa per la quale secondo noi avrebbe un talento innato, allora parleremmo di performance o comicità, figuriamoci se nonostante il mestiere che dice di fare intendiamo parlare di politica! Qui intendiamo solo trattare di uno dei fenomeni mutantropologici più inquietanti: la nascita spontanea di una maschera mostruosa nello pseudo-mutantopo detto mutaspetto esteriore, soprattutto se quest'ultimo, al contrario dei già citati uomo gatto e donna vampiro, muta il suo aspetto per pura ipocrisia.

Ma facciamo un passo indietro: nel post Mutantropologia abbiamo definito Mutantropo colui che cambia guidato da uno stato di coscienza “evolutivo”, cioè dal “desiderio” dell’uomo di migliorare sé stesso. Ebbene, ciò è possibile in una misura minima anche se questo mutamento non corrisponde ad un vero stato di coscienza, ma bensì viene adottato per puro opportunismo sociale. Dall'iconografia corrente, ad es., tutti sappiamo come il super-criminale Al Capone fosse sempre abbigliato ed acconciato a puntino, apparendo come signore distinto e benestante. Il problema con queste persone però è che presto o tardi il vero stato di coscienza, forse qualcuno preferirebbe dire vibratorio, prende il sopravvento innestandosi sul lavoro del truccatore quando non del chirurgo estetico e creando alla fine una mostruosità aberrante che non si può guardare. Questo mostro lo chiamiamo Anti-Mutantropo Involontario ed è il cruccio di ogni ipocrita, soprattutto se non più in giovane età.

Ma facciamo un breve esempio pratico più vicino a noi: l'ex primo ministro, ex senatore, non si capisce perché formalmente ancora cavaliere (evidentemente è un titolo senza nessun valore) Silvio Berlusconi, detto il caimano, l'utilizzatore finale, lo psiconano e una serie di altri nomignoli tutti probabilmente meritati. Da questo servizio fotografico di ormai più di un anno fa si deduce che, se è vero com'è vero che nessuno invecchia bene ;) è altrettanto vero che però non è necessario diventare una maschera tanto inquietante quanto grottesca. Questo video, poco dissimile ma più orientato sulla sua vita politica, non è meno impietoso. La sua lotta contro il tempo, combattuta a colpi di farmaci e bisturi, fa parte della visione mutantropica di chi vuol sempre piacere ma evidentemente non ha sufficienti doti interiori perché ciò avvenga.

Fatto giusto l'esempio, abbandoniamo ogni considerazione su un tale tanghero prima di essere accusati di fare politica (ma come già abbiamo avuto modo di dire, costui è un caso sociale, di costume, economico, criminale se volete, ma proprio nulla c'entra con la politica)... E in generale affermiamo che:
- tra i vari mutantropi ricavati dalla nostra matrice, quello osnoblotico e quello egopatico sono in assoluto i peggiori, perché nel nome del loro egonanismo miope non si fanno scrupoli nel manipolare realtà e coscienze
- ma detto atteggiamento osnoblotico, come si è già visto, è tutto rivolto all'esteriore. Diciamo che "fa perdere tempo" alla coscienza dell'individuo sul mondo delle apparenze non permettendo di coltivare la propria statura morale (nel caso specifico, quindi, abbiamo a che fare con un doppio psiconano, di cui quello interiore risulta peggiore di quello che tutti abbiamo il dispiacere di vedere)
- alla lunga però questo processo non lascia scampo, e più lo stato di coscienza scende in voragini di abiezione, più l'aspetto esteriore sviluppa una sorta di teratologia fuori controllo
- gli effetti di quest'ultima costituiscono l'Anti-Mutantropo Involontario perché si oppongono appunto alla mutantropia esteriore ed ipocrita ricercata dal soggetto.

Mille sono gli esempi di cotanta miseria umana, maschere grottesche e aberranti, il risultato del gioco di specchi di un'epoca che non sapendo più cosa proporre come "buono" cerca almeno di compensare imponendo un "bello". Ma visto che nemmeno su questo si riesce a trovare un accordo, allora si accontenta di un "sexy" (assolutamente per modo di dire). Gradevolezza estetica e appeal carnale come surrogato di una statura morale, di una forza di pensiero, di un sistema di valori veramente solido e portante, capace di costituire un esempio e veramente migliorare la propria epoca. Che invece viene soddisfatta da un godimento estetico immediato e frivolo, per quanto spesso di dubbio gusto, comunque eternamente sfuggente, anzi, grazie al fenomeno qui descritto, sempre maggiormente avversato. Forse nemmeno in redazione tutti condividiamo il pensiero di M. Teresa di Calcutta, Einstein, Gandhi, Hegel, Goethe, Voltaire e Galileo, per rimanere nella modernità... ma siamo certi di una cosa: la loro immortalità nella società attuale non è certo data dal loro bell'aspetto.

Come sempre accettiamo argomentazioni contrarie :)

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A LATERE

Il presente post è uscito con un giorno di ritardo per l'improvvisa morte di Giorgio Straquadanio. Era ovvio che in vita non ci piacesse, e stiamo usando un eufemismo. La classica persona che usava male la sua intelligenza e le sue indubbie doti dialettiche, polemico, irritante, gratuitamente offensivo, faceva prudere le mani al più santo dei pacifisti. Approssimativo, caciarone, convinto assertore delle falsità più assurde e interessate, insomma una vera merda d'uomo, un operatore di osnoblosi tanto odioso quanto raro!

PERÒ.... Però è stato anche un uomo capace di cambiare idea di fronte all'apateporia, dote tanto rara in Italia quanto da noi caldeggiata. Quando alla fine del 2012 si rese conto dell'inconsistenza politica del summenzionato personaggio, oltre alla totale inettitudine del ministro-barzelletta Giulio Tremonti (già dal 2003 denominato "il servo idiota" nei principali circoli di economisti), si staccò da quel ricettacolo di vergogne di cui fino ad allora aveva fatto parte iniziando un periodo più riflessivo e in sordina della sua carriera politica.

Una Mutantropia per presa di coscienza, dunque, e forse queste riflessioni hanno innestato quei processi di analisi di sé e del proprio operato che stanno alla base della possibilità di elevazione, almeno morale, di ogni essere umano, persino di quelli come lui. Queste si sono bruscamente interrotte nella giornata di ieri. Ce ne dispiace sinceramente.

2 commenti:

  1. Interessante parlare di Straquadanio dopo tutti questi discorsi sull'ipocrisia. Avete visto come quel partito tratta chi cambia idea, cos'è successo a Fini e poi ad Alfano. Casini è il solito paraculo ma ha rischito la stessa fine.
    Dov'è la dignità umana, dove la capacità di scelta? E guardate Marina Berlusconi, anche lei un mostro degno di suo padre... E Toti? Che cosa ne sarà di lui? Resterà un servo o verrà sacrificato sull'altare del Signore delle Apparenze?

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  2. Antonio Colazzo8 febbraio 2014 22:15

    Volevo parlare dell'ipocrisia per far capire (io non sò se sia una patologia o una scelta consapevole) che comunque anche l'ipocrisia è il rivendicare qualcosa che non si ha, mettere una maschera, magari si per auto-difesa come viene letta sotto il profilo psicologico, o per paura di venire a conoscenza di qualcosa di noi stessi che ci spaventa, rattrista o rammarica, per cui il suo significato Greco è il giusto significato, ovvero quello della finzione, della recitazione del "mettere una maschera" che ci calza a pennello e nasconde il nostro vero io, simulare per l'appunto un "testo" già scritto...
    Poi volevo sottolineare volutamente due "pezzi" ipocrita/ipocrisia ovvero quello che una persona esercita sugli altri salvando se stessa da ogni giudizio critico, si distruggono così tutte le possibilità di un dialogo alla pari, ho sempre pensato che l'auto-analisi e l'auto-critica fossero alla base del crescere e del maturare come individui, ovviamente non è così per l'ipocrita che fa emergere scuse su scuse pur dinon ammettere (spesso) la realtà oggettiva e non un simulacro di essa (sembrano frasi e parole giustizialiste le mie ma è la realtà se pensate che siamo in ogni giorno della nostra vita circondati da persone che "scaricano" le loro colpe ed i loro errori su altre persone...).
    L'ipocrisia credo sia alla base dell'individualismo, del perseguire il mito di se stessi anteposto al male da vincere e da combattere, questa è la logica imperante del mondo, cosiddetto civilizzato, quando invece ci accorgiamo tutti i giorni che siamo INDIVIDUI SOLI IN MEZZO A MASSE COMPOSTE DA ALTRI INDIVIDUI SOLI...
    Alcune persone ingenuamente commettono degli errori di valutazione riguardo ai propri comportamenti caratteriali, che proiettano negli altri, auto-ingannandosi.

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